Approfondimenti

Dossier Cinema - Un'avventura a Cinecittà
Dossier Fumetto - Nuvole di Fantasia
Le nostre proposte editoriali sono conformi alle indicazioni contenute nell'art. 5 della Legge n. 169 del 30 ottobre 2008 e nelle conseguenti Circolari ministeriali relative all'adozione dei libri di testo.

“Cittadinanza e Costituzione”

Documento d’indirizzo per la sperimentazione dell’insegnamento di “Cittadinanza e Costituzione”

Premessa

L’introduzione, con legge 30.10.2008 n. 169, dell’insegnamento Cittadinanza e Costituzione offre l’occasione per una messa a punto del fondamentale rapporto che lega la scuola alla Costituzione, sia dal punto di vista della sua legittimazione, sia dal punto di vista del compito educativo ad essa affidato. Le scuole sono chiamate in proposito a concorrere, anzitutto con la riflessione, con l’approfondimento dei problemi e con la sperimentazione, a questa messa a punto, in vista di un più maturo assetto ordinamentale della materia.
La storia cinquantennale dei tentativi di istituire un insegnamento di educazione civica nella scuola rivela successi, intuizioni nobili e soluzioni ingegnose, ma anche vari insuccessi.
Negli ultimi decenni, allo scopo di arricchire e di rinforzare l’educazione civica, su richiesta di prestigiosi organismi internazionali e in risposta ad emergenze educative di vario tipo, si sono auspicate, proposte e anche introdotte per via amministrativa o addirittura per via legislativa, come è successo con l’educazione alla salute e con l’educazione stradale, un notevole numero di altre “educazioni” (ai diritti umani, alla pace, allo sviluppo, all’ambiente, all’intercultura, ai media…) che però non si sono mai conquistate uno spazio curricolare definito, restando affidate alla buona volontà dei docenti e alla sensibilità dei responsabili pro tempore della Pubblica Istruzione.
Da qui l’opportunità di seguire, sia pure per sommi capi, la vicenda storico-istituzionale dell’educazione civica, che è passata attraverso nomi e prospettive culturali parzialmente diverse.
Altrettanto utile risulta la considerazione comparativa delle soluzioni adottate o in via di adozione nei diversi paesi, dove l’educazione civica è anche una disciplina separata, che prevede un’ora settimanale per tutta la durata degli studi, come in Francia e in Spagna, o in parte del curricolo, come in Inghilterra e in Romania, o dove questa “quasi-disciplina e super-disciplina” è una dimensione integrata nei Social studies, come avviene in Svezia, per l’intero ciclo novennale di base.
Ovunque si sottolineano l’importanza delle dimensioni trasversali e multidisciplinari, e l’esperienza di partecipazione alla vita della scuola, sul piano dell’esercizio della democrazia diretta o delegata, anche in riferimento ai processi decisionali, per mettere in pratica l’esercizio dei diritti e dei doveri dentro la scuola. Attenzione si rivolge poi, oltre al curricolo esplicito, anche al curricolo nascosto o implicito, che è assai importante didatticamente, perché tiene conto dei vissuti reali, sia degli studenti, sia dei docenti, per i quali è indispensabile un adeguato sostegno formativo.