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Le nostre proposte editoriali sono conformi alle indicazioni contenute nell'art. 5 della Legge n. 169 del 30 ottobre 2008 e nelle conseguenti Circolari ministeriali relative all'adozione dei libri di testo.

D.P.R. n. 89 del 20 marzo 2009

Art. 1.

Previsioni generali

1. Fermo restando quanto previsto dalla legge 28 marzo 2003, n. 53;  dal decreto legislativo 19 febbraio 2004, n. 59; dal capo IV del  decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226; dall'articolo 1, commi 1  e 7 del decreto-legge 7 settembre 2007, n. 147, convertito, con  modificazioni, dalla legge 25 ottobre 2007, n. 176, la scuola  dell'infanzia e il primo ciclo di istruzione sono disciplinati dal  presente regolamento.  2. Il presente regolamento provvede, anche attraverso modifiche  delle disposizioni legislative vigenti, ad introdurre,  nell'organizzazione e nel funzionamento della scuola dell'infanzia e  del primo ciclo di istruzione, misure di riorganizzazione e  qualificazione, al fine di assicurare migliori opportunita' di  apprendimento e di crescita educativa, e dell'assolvimento  dell'obbligo di istruzione.  3. In sede di prima attuazione del presente regolamento, e comunque  per un periodo non superiore a tre anni scolastici decorrenti  dall'anno scolastico 2009-2010, si applicano le Indicazioni nazionali  di cui agli allegati A, B, C e D del decreto legislativo 19 febbraio  2004, n. 59, come aggiornate dalle Indicazioni per il curricolo di  cui al decreto del Ministro della pubblica istruzione in data 31  luglio 2007. Con atto di indirizzo del Ministro dell'istruzione,  dell'universita' e della ricerca sono individuati i criteri generali  necessari ad armonizzare gli assetti pedagogici, didattici ed  organizzativi agli obiettivi previsti dal presente regolamento.  4. Nel corso del triennio scolastico 2009/2010-2011/2012,  l'eventuale revisione delle Indicazioni nazionali, di cui al comma 3,  da adottarsi mediante regolamento ai sensi dell'articolo 17, comma 3,  della legge 23 agosto 1988, n. 400, e' effettuata, sulla base degli  esiti di apposito monitoraggio sulle attivita' poste in essere dalle  istituzioni scolastiche, affidato all'Agenzia nazionale per lo  sviluppo dell'autonomia scolastica (ANSAS) e all'Istituto nazionale  per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di  formazione (INVALSI).

  Avvertenza:  Il testo delle note qui pubblicata e' stato redatto  dall'amministrazione competente per materia ai sensi  dell'articolo 10, comma 3 del testo unico delle  disposizioni sulla promulgazione delle leggi,  sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica  e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,  approvato con decreto del Presidente della Repubblica 28  dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la  lettura delle disposizioni di legge alle quali e' operato  il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli  atti legislativi qui trascritti.  Per le direttive CEE vengono forniti gli estremi di  pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea.  (GUUE).  Nota al titolo:  - Si riporta il testo dell'art. 64, del decreto-legge 25  giugno 2008, n. 112, convertito dalla legge 6 agosto 2008,  n. 133, recante: «Disposizioni urgenti per lo sviluppo  economico, la semplificazione, la competitivita', la  stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione  tributaria»:  «Art. 64 (Disposizioni in materia di organizzazione  scolastica). - 1. Ai fini di una migliore qualificazione  dei servizi scolastici e di una piena valorizzazione  professionale del personale docente, a decorrere dall'anno  scolastico 2009/2010, sono adottati interventi e misure  volti ad incrementare, gradualmente, di un punto il  rapporto alunni/docente, da realizzare comunque entro  l'anno scolastico 2011/2012, per un accostamento di tale  rapporto ai relativi standard europei tenendo anche conto  delle necessita' relative agli alunni diversamente abili.  2. Si procede, altresi', alla revisione dei criteri e  dei parametri previsti per la definizione delle dotazioni  organiche del personale amministrativo, tecnico ed  ausiliario (ATA), in modo da conseguire, nel triennio  2009-2011 una riduzione complessiva del 17 per cento della  consistenza numerica della dotazione organica determinata  per l'anno scolastico 2007/2008. Per ciascuno degli anni  considerati, detto decremento non deve essere inferiore ad  un terzo della riduzione complessiva da conseguire, fermo  restando quanto disposto dall'art. 2, commi 411 e 412,  della legge 24 dicembre 2007, n. 244.  3. Per la realizzazione delle finalita' previste dal  presente articolo, il Ministro dell'istruzione,  dell'universita' e della ricerca di concerto con il  Ministro dell'economia e delle finanze, sentita la  Conferenza unificata di cui all'art. 8 del decreto  legislativo 28 agosto 1997, n. 281 e previo parere delle  Commissioni parlamentari competenti per materia e per le  conseguenze di carattere finanziario, predispone, entro  quarantacinque giorni dalla data di entrata in vigore del  presente decreto, un piano programmatico di interventi  volti ad una maggiore razionalizzazione dell'utilizzo delle  risorse umane e strumentali disponibili, che conferiscano  una maggiore efficacia ed efficienza al sistema scolastico.  4. Per l'attuazione del piano di cui al comma 3, con uno  o piu' regolamenti da adottare entro dodici mesi dalla data  di entrata in vigore del presente decreto ed in modo da  assicurare comunque la puntuale attuazione del piano di cui  al comma 3, in relazione agli interventi annuali ivi  previsti, ai sensi dell'art. 17, comma 2, della legge 23  agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro  dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca di  concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze,  sentita la Conferenza unificata di cui al citato decreto  legislativo 28 agosto 1997, n. 281, anche modificando le  disposizioni legislative vigenti, si provvede ad una  revisione dell'attuale assetto ordinamentale, organizzativo  e didattico del sistema scolastico, attenendosi ai seguenti  criteri:  a) razionalizzazione ed accorpamento delle classi di  concorso, per una maggiore flessibilita' nell'impiego dei  docenti;  b) ridefinizione dei curricoli vigenti nei diversi  ordini di scuola anche attraverso la razionalizzazione dei  piani di studio e dei relativi quadri orari, con  particolare riferimento agli istituti tecnici e  professionali;  c) revisione dei criteri vigenti in materia di  formazione delle classi;  d) rimodulazione dell'attuale organizzazione didattica  della scuola primaria ivi compresa la formazione  professionale per il personale docente interessato ai  processi di innovazione ordinamentale senza oneri  aggiuntivi a carico della finanza pubblica;  e) revisione dei criteri e dei parametri vigenti per la  determinazione della consistenza complessiva degli organici  del personale docente ed ATA, finalizzata ad una  razionalizzazione degli stessi;  f) ridefinizione dell'assetto organizzativo-didattico  dei centri di istruzione per gli adulti, ivi compresi i  corsi serali, previsto dalla vigente normativa;  f-bis) definizione di criteri, tempi e modalita' per la  determinazione e articolazione dell'azione di  ridimensionamento della rete scolastica prevedendo,  nell'ambito delle risorse disponibili a legislazione  vigente, l'attivazione di servizi qualificati per la  migliore fruizione dell'offerta formativa;  f-ter) nel caso di chiusura o accorpamento degli  istituti scolastici aventi sede nei piccoli comuni, lo  Stato, le regioni e gli enti locali possono prevedere  specifiche misure finalizzate alla riduzione del disagio  degli utenti.  4-bis. Ai fini di contribuire al raggiungimento degli  obiettivi di razionalizzazione dell'attuale assetto  ordinamentale di cui al comma 4, nell'ambito del secondo  ciclo di istruzione e formazione di cui al decreto  legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, anche con l'obiettivo  di ottimizzare le risorse disponibili, all'art. 1, comma  622, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, le parole da  «Nel rispetto degli obiettivi di apprendimento generali e  specifici» sino a «Conferenza permanente per i rapporti tra  lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e  Bolzano» sono sostituite dalle seguenti: «L'obbligo di  istruzione si assolve anche nei percorsi di istruzione e  formazione professionale di cui al Capo III del decreto  legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, e, sino alla completa  messa a regime delle disposizioni ivi contenute, anche nei  percorsi sperimentali di istruzione e formazione  professionale di cui al comma 624 del presente articolo».  4-ter. Le procedure per l'accesso alle Scuole di  specializzazione per l'insegnamento secondario attivate  presso le universita' sono sospese per l'anno accademico  2008-2009 e fino al completamento degli adempimenti di cui  alle lettere a) ed e) del comma 4.  5. I dirigenti del Ministero dell'istruzione,  dell'universita' e della ricerca, compresi i dirigenti  scolastici, coinvolti nel processo di razionalizzazione di  cui al presente articolo, ne assicurano la compiuta e  puntuale realizzazione. Il mancato raggiungimento degli  obiettivi prefissati, verificato e valutato sulla base  delle vigenti disposizioni anche contrattuali, comporta  l'applicazione delle misure connesse alla responsabilita'  dirigenziale previste dalla predetta normativa.  6. Fermo restando il disposto di cui all'art. 2, commi  411 e 412, della legge 24 dicembre 2007, n. 244,  dall'attuazione dei commi 1, 2, 3, e 4 del presente  articolo, devono derivare per il bilancio dello Stato  economie lorde di spesa, non inferiori a 456 milioni di  euro per l'anno 2009, a 1.650 milioni di euro per l'anno  2010, a 2.538 milioni di euro per l'anno 2011 e a 3.188  milioni di euro a decorrere dall'anno 2012.  6-bis. I piani di ridimensionamento delle istituzioni  scolastiche, rientranti nelle competenze delle regioni e  degli enti locali, devono essere in ogni caso ultimati in  tempo utile per assicurare il conseguimento degli obiettivi  di razionalizzazione della rete scolastica previsti dal  presente comma, gia' a decorrere dall'anno scolastico  2009/2010 e comunque non oltre il 30 novembre di ogni anno.  Il Presidente del Consiglio dei Ministri, con la procedura  di cui all'art. 8, comma 1, della legge 5 giugno 2003, n.  131, su proposta del Ministro dell'economia e delle  finanze, di concerto con il Ministro dell'istruzione,  dell'universita' e della ricerca, sentito il Ministro per i  rapporti con le regioni, diffida le regioni e gli enti  locali inadempienti ad adottare, entro quindici giorni,  tutti gli atti amministrativi, organizzativi e gestionali  idonei a garantire il conseguimento degli obiettivi di  ridimensionamento della rete scolastica. Ove le regioni e  gli enti locali competenti non adempiano alla predetta  diffida, il Consiglio dei Ministri, su proposta del  Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il  Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca,  sentito il Ministro per i rapporti con le regioni, nomina  un commissario ad acta. Gli eventuali oneri derivanti da  tale nomina sono a carico delle regioni e degli enti  locali.  7. Ferme restando le competenze istituzionali di  controllo e verifica in capo al Ministero dell'istruzione,  dell'universita' e della ricerca e al Ministero  dell'economia e delle finanze, con decreto del Presidente  del Consiglio dei Ministri e' costituito, contestualmente  all'avvio dell'azione programmatica e senza maggiori oneri  a carico del bilancio dello Stato, un comitato di verifica  tecnico-finanziaria composto da rappresentanti del  Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca  e del Ministero dell'economia e delle finanze, con lo scopo  di monitorare il processo attuativo delle disposizioni di  cui al presente articolo, al fine di assicurare la compiuta  realizzazione degli obiettivi finanziari ivi previsti,  segnalando eventuali scostamenti per le occorrenti misure  correttive. Ai componenti del Comitato non spetta alcun  compenso ne' rimborso spese a qualsiasi titolo dovuto.  8. Al fine di garantire l'effettivo conseguimento degli  obiettivi di risparmio di cui al comma 6, si applica la  procedura prevista dall'art. 1, comma 621, lettera b),  della legge 27 dicembre 2006, n. 296.  9. Una quota parte delle economie di spesa di cui al  comma 6 e' destinata, nella misura del 30 per cento, ad  incrementare le risorse contrattuali stanziate per le  iniziative dirette alla valorizzazione ed allo sviluppo  professionale della carriera del personale della Scuola a  decorrere dall'anno 2010, con riferimento ai risparmi  conseguiti per ciascun anno scolastico. Gli importi  corrispondenti alle indicate economie di spesa vengono  iscritti in bilancio in un apposito Fondo istituito nello  stato di previsione del Ministero dell'istruzione  dell'universita' e della ricerca, a decorrere dall'anno  successivo a quello dell'effettiva realizzazione  dell'economia di spesa, e saranno resi disponibili in  gestione con decreto del Ministero dell'economia e delle  finanze di concerto con il Ministero dell'istruzione,  dell'universita' e della ricerca subordinatamente alla  verifica dell'effettivo ed integrale conseguimento delle  stesse rispetto ai risparmi previsti.».  Note alle premesse:  - L'art. 87 della Costituzione conferisce, tra l'altro,  al Presidente della Repubblica il potere di promulgare le  leggi e di emanare i decreti aventi valore di legge ed i  regolamenti.  - Si riporta il testo degli articoli 33 e 117 della  Costituzione:  «Art. 33 (L'arte e la scienza sono libere e libero ne e'  l'insegnamento). - La Repubblica detta le norme generali  sulla istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli  ordini e gradi.  Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed  istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.  La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle  scuole non statali che chiedono la parita', deve assicurare  ad esse piena liberta' e ai loro alunni un trattamento  scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole  statali.  E' prescritto un esame di Stato per la ammissione ai  vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi  e per l'abilitazione all'esercizio professionale.  Le istituzioni di alta cultura, universita' ed  accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi  nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato.  …omissis…».  «Art. 117 (La potesta' legislativa e' esercitata dallo  Stato e dalle regioni nel rispetto della Costituzione,  nonche' dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario  e dagli obblighi internazionali). - Lo Stato ha  legislazione esclusiva nelle seguenti materie:  a) politica estera e rapporti internazionali dello  Stato; rapporti dello Stato con l'Unione europea; diritto  di asilo e condizione giuridica dei cittadini di Stati non  appartenenti all'Unione europea;  b) immigrazione;  c) rapporti tra la Repubblica e le confessioni  religiose;  d) difesa e Forze armate; sicurezza dello Stato; armi,  munizioni ed esplosivi;  e) moneta, tutela del risparmio e mercati finanziari;  tutela della concorrenza; sistema valutario; sistema  tributario e contabile dello Stato; perequazione delle  risorse finanziarie;  f) organi dello Stato e relative leggi elettorali;  referendum statali; elezione del Parlamento europeo;  g) ordinamento e organizzazione amministrativa dello  Stato e degli enti pubblici nazionali;  h) ordine pubblico e sicurezza, ad esclusione della  polizia amministrativa locale;  i) cittadinanza, stato civile e anagrafi;  l) giurisdizione e norme processuali; ordinamento  civile e penale; giustizia amministrativa;  m) determinazione dei livelli essenziali delle  prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che  devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale;  n) norme generali sull'istruzione;  o) previdenza sociale;  p) legislazione elettorale, organi di governo e  funzioni fondamentali di comuni, province e citta'  metropolitane;  q) dogane, protezione dei confini nazionali e  profilassi internazionale;  r) pesi, misure e determinazione del tempo;  coordinamento informativo statistico e informatico dei dati  dell'amministrazione statale, regionale e locale; opere  dell'ingegno;  s) tutela dell'ambiente, dell'ecosistema e dei beni  culturali.  Sono materie di legislazione concorrente quelle relative  a: rapporti internazionali e con l'Unione europea delle  regioni; commercio con l'estero; tutela e sicurezza del  lavoro; istruzione, salva l'autonomia delle istituzioni  scolastiche e con esclusione della istruzione e della  formazione professionale; professioni; ricerca scientifica  e tecnologica e sostegno all'innovazione per i settori  produttivi; tutela della salute; alimentazione; ordinamento  sportivo; protezione civile; governo del territorio; porti  e aeroporti civili; grandi reti di trasporto e di  navigazione; ordinamento della comunicazione; produzione,  trasporto e distribuzione nazionale dell'energia;  previdenza complementare e integrativa; armonizzazione dei  bilanci pubblici e coordinamento della finanza pubblica e  del sistema tributario; valorizzazione dei beni culturali e  ambientali e promozione e organizzazione di attivita'  culturali; casse di risparmio, casse rurali, aziende di  credito a carattere regionale; enti di credito fondiario e  agrario a carattere regionale. Nelle materie di  legislazione concorrente spetta alle regioni la potesta'  legislativa, salvo che per la determinazione dei principi  fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato.  Spetta alle regioni la potesta' legislativa in  riferimento ad ogni materia non espressamente riservata  alla legislazione dello Stato.  Le regioni e le province autonome di Trento e di  Bolzano, nelle materie di loro competenza, partecipano alle  decisioni dirette alla formazione degli atti normativi  comunitari e provvedono all'attuazione e all'esecuzione  degli accordi internazionali e degli atti dell'Unione  europea, nel rispetto delle norme di procedura stabilite da  legge dello Stato, che disciplina le modalita' di esercizio  del potere sostitutivo in caso di inadempienza.  La potesta' regolamentare spetta allo Stato nelle  materie di legislazione esclusiva, salva delega alle  regioni. La potesta' regolamentare spetta alle regioni in  ogni altra materia. I comuni, le province e le citta'  metropolitane hanno potesta' regolamentare in ordine alla  disciplina dell'organizzazione e dello svolgimento delle  funzioni loro attribuite.  Le leggi regionali rimuovono ogni ostacolo che impedisce  la piena parita' degli uomini e delle donne nella vita  sociale, culturale ed economica e promuovono la parita' di  accesso tra donne e uomini alle cariche elettive.  La legge regionale ratifica le intese della regione con  altre regioni per il migliore esercizio delle proprie  funzioni, anche con individuazione di organi comuni.  Nelle materie di sua competenza la regione puo'  concludere accordi con Stati e intese con enti territoriali  interni ad altro Stato, nei casi e con le forme  disciplinati da leggi dello Stato.».  - Si riporta il testo dell'art. 17, comma 2, della legge  23 agosto 1988, n. 400 (Disciplina dell'attivita' di  Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei  Ministri):  «2. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa  deliberazione del Consiglio dei Ministri, sentito il  Consiglio di Stato, sono emanati i regolamenti per la  disciplina delle materie, non coperte da riserva assoluta  di legge prevista dalla Costituzione, per le quali le leggi  della Repubblica, autorizzando l'esercizio della potesta'  regolamentare del Governo, determinano le norme generali  regolatrici della materia e dispongono l'abrogazione delle  norme vigenti, con effetto dall'entrata in vigore delle  norme regolamentari.».  - Si riporta il testo dell'art. 4 del decreto-legge 1°  settembre 2008, n. 137, convertito dalla legge 30 ottobre  2008, n. 169, recante: «Disposizioni urgenti in materia di  istruzione e universita'.»:  «Art. 4 (Insegnante unico nella scuola primaria). - 1.  Nell'ambito degli obiettivi di razionalizzazione di cui  all'art. 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112,  convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008,  n. 133, nei regolamenti previsti dal comma 4 del medesimo  art. 64 e' ulteriormente previsto che le istituzioni  scolastiche della scuola primaria costituiscono classi  affidate ad un unico insegnante e funzionanti con orario di  ventiquattro ore settimanali. Nei regolamenti si tiene  comunque conto delle esigenze, correlate alla domanda delle  famiglie, di una piu' ampia articolazione del tempo-scuola.  2. Con apposita sequenza contrattuale e' definito il  trattamento economico dovuto all'insegnante unico della  scuola primaria, per le ore di insegnamento aggiuntive  rispetto all'orario dell'obbligo di insegnamento stabilito  dalle vigenti disposizioni contrattuali.  2-bis. Per la realizzazione delle finalita' previste dal  presente articolo, il Ministro dell'economia e delle  finanze, di concerto con il Ministro dell'istruzione,  dell'universita' e della ricerca, ferme restando le  attribuzioni del comitato di cui all'art. 64, comma 7, del  decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con  modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, provvede  alla verifica degli specifici effetti finanziari  determinati dall'applicazione del comma 1, del presente  articolo, a decorrere dal 1° settembre 2009. A seguito  della predetta verifica, per le finalita' di cui alla  sequenza contrattuale prevista dal comma 2 del presente  articolo, si provvede, per l'anno 2009, ove occorra e in  via transitoria, a valere sulle risorse del fondo  d'istituto delle istituzioni scolastiche, da reintegrare  con quota parte delle risorse rese disponibili ai sensi del  comma 9 dell'art. 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n.  112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto  2008, n. 133, nei limiti dei risparmi di spesa conseguenti  all'applicazione del comma 1, resi disponibili per le  finalita' di cui al comma 2 del presente articolo, e in  ogni caso senza nuovi o maggiori oneri per la finanza  pubblica.  2-ter. La disciplina prevista dal presente articolo  entra in vigore a partire dall'anno scolastico 2009/2010,  relativamente alle prime classi del ciclo scolastico.».  - Il «Testo unico delle disposizioni legislative vigenti  in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni  ordine e grado» approvato con decreto legislativo 16 aprile  1994, n. 297, e' stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale  19 maggio 1994, n. 115, supplemento ordinario.  - Il testo della legge 28 marzo 2003, n. 53,  concernente: «Delega al Governo per la definizione delle  norme generali sull'istruzione e dei livelli essenziali  delle prestazioni in materia di istruzione e formazione  professionale» e' stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale  2 aprile 2003, n. 77.  - Il testo del decreto legislativo 19 febbraio 2004, n.  59, recante: «Definizione delle norme generali relative  alla scuola dell'infanzia e al primo ciclo dell'istruzione,  a norma dell'art. 1 della legge 28 marzo 2003, n. 53.» e'  stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 2 marzo 2004, n.  51, supplemento ordinario.  - Si riporta il testo dell'art. 25 del decreto  legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, recante: «Norme  generali e livelli essenziali delle prestazioni relativi al  secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e  formazione, a norma dell'art. 2 della legge 28 marzo 2003,  n. 53»:  «Art. 25 (Insegnamento dell'inglese, della seconda  lingua comunitaria e della tecnologia). - 1. Al fine di  raccordare le competenze nella lingua inglese, nella  seconda lingua comunitaria e nella tecnologia, in uscita  dal primo ciclo, con quelle da raggiungere al termine dei  percorsi liceali:  a) la correlazione tra gli orari di insegnamento, cosi'  come previsti dal decreto legislativo 19 febbraio 2004, n.  59 e dagli allegati da C/1 a C/8 del presente decreto, e i  livelli di apprendimento in uscita dalla scuola primaria,  dalla scuola secondaria di primo grado, dal primo biennio,  dal secondo biennio e dal quinto anno dei licei, e'  evidenziata nell'allegato D al medesimo decreto legislativo  n. 59 del 2004;  b) l'orario annuale obbligatorio di cui all'art. 10,  comma 1 del decreto legislativo 19 febbraio 2004, n. 59, e'  incrementato di 66 ore, di cui 33 ore destinate  all'insegnamento della lingua inglese e 33 ore destinate  all'insegnamento della tecnologia; conseguentemente,  l'orario annuale rimesso alla scelta facoltativa ed  opzionale degli studenti, di cui al comma 2 del predetto  art. 10, e' ridotto di un corrispondente numero di ore;  c) le indicazioni nazionali relative agli obiettivi  specifici di apprendimento per l'inglese nella scuola  primaria e quelle relative agli obiettivi specifici di  apprendimento per la lingua inglese e per la seconda lingua  comunitaria nella scuola secondaria di primo grado,  contenute rispettivamente negli allegati B e C al decreto  legislativo 19 febbraio 2004, n. 59, sono sostituite da  quelle contenute nell'allegato E al presente decreto.  2. Al fine di offrire agli studenti l'opportunita' di  conseguire un livello di apprendimento della lingua inglese  analogo a quello della lingua italiana e' data facolta',  nella scuola secondaria di primo grado, alle famiglie che  ne facciano richiesta, di utilizzare, per l'apprendimento  della predetta lingua, anche il monte ore dedicato alla  seconda lingua comunitaria. Tale scelta e' effettuata al  primo anno della scuola secondaria di primo grado e si  intende confermata per l'intero corso della scuola  secondaria di primo grado ed anche per i percorsi del  secondo ciclo di istruzione e formazione. I livelli di  apprendimento in uscita dalla scuola secondaria di primo  grado e dai percorsi dei licei sono determinati, per gli  studenti che si sono avvalsi della scelta medesima, secondo  l'allegato D-bis al presente decreto.  3. Resta ferma la possibilita', per gli studenti di cui  al comma 2, di avvalersi dell'insegnamento di una seconda  lingua comunitaria nell'ambito delle attivita' ed  insegnamenti facoltativi.».  - Si riporta il testo dell'art. 1, comma 622 della legge  27 dicembre 2006, n. 296, recante: «Disposizioni per la  formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato  (Legge finanziaria 2007)»:  «622. L'istruzione impartita per almeno dieci anni e'  obbligatoria ed e' finalizzata a consentire il  conseguimento di un titolo di studio di scuola secondaria  superiore o di una qualifica professionale di durata almeno  triennale entro il diciottesimo anno di eta'. L'eta' per  l'accesso al lavoro e' conseguentemente elevata da quindici  a sedici anni. Resta fermo il regime di gratuita' ai sensi  degli articoli 28, comma 1, e 30, comma 2, secondo periodo,  del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226.  L'adempimento dell'obbligo di istruzione deve consentire,  una volta conseguito il titolo di studio conclusivo del  primo ciclo, l'acquisizione dei saperi e delle competenze  previste dai curricula relativi ai primi due anni degli  istituti di istruzione secondaria superiore, sulla base di  un apposito regolamento adottato dal Ministro della  pubblica istruzione ai sensi dell'art. 17, comma 3, della  legge 23 agosto 1988, n. 400. L'obbligo di istruzione si  assolve anche nei percorsi di istruzione e formazione  professionale di cui al Capo III del decreto legislativo 17  ottobre 2005, n. 226, e, sino alla completa messa a regime  delle disposizioni ivi contenute, anche nei percorsi  sperimentali di istruzione e formazione professionale di  cui al comma 624 del presente articolo. Sono fatte salve le  competenze delle regioni a statuto speciale e delle  province autonome di Trento e di Bolzano, in conformita' ai  rispettivi statuti e alle relative norme di attuazione,  nonche' alla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3.  L'innalzamento dell'obbligo di istruzione decorre dall'anno  scolastico 2007/2008.».  - Il decreto-legge 7 settembre 2007, n. 147, convertito,  con modificazioni, dalla legge 25 ottobre 2007, n. 176,  recante: «Disposizioni urgenti per assicurare l'ordinato  avvio dell'anno scolastico 2007-2008 ed in materia di  concorsi per ricercatori universitari» e' stato pubblicato  nella Gazzetta Ufficiale 26 ottobre 2007, n. 250.  - Per il testo dell'art. 64, del decreto-legge 25 giugno  2008, n. 112, convertito dalla legge 6 agosto 2008, n. 133,  recante: «Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico,  la semplificazione, la competitivita', la stabilizzazione  della finanza pubblica e la perequazione tributaria»,  vedere le note al titolo.  - Il testo del decreto del Presidente della Repubblica 8  marzo 1999, n. 275, recante: «Norme in materia di autonomia  delle istituzioni scolastiche» e' stato pubblicato nella  Gazzetta Ufficiale 10 agosto 1999, n. 186, supplemento  ordinario.  - Il testo del decreto del Ministro della pubblica  istruzione 22 agosto 2007, n. 139, recante: «Regolamento  recante norme in materia di adempimento dell'obbligo di  istruzione, ai sensi dell'art. 1, comma 622, della legge 27  dicembre 2006, n. 296» e' stato pubblicato nella Gazzetta  Ufficiale del 31 agosto 2007, n. 202.  - Il decreto del Ministro della pubblica istruzione 31  luglio 2007, recante: «Indicazioni per la scuola  dell'infanzia e del primo ciclo di istruzione. Indicazioni  per il curricolo.» e' stato pubblicato nella Gazzetta  Ufficiale 1° ottobre 2007, n. 228, supplemento ordinario n.  198.  Nota all'art. 1:  - Per il testo della legge 28 marzo 2003, n. 53,  concernente: «Delega al Governo per la definizione delle  norme generali sull'istruzione e dei livelli essenziali  delle prestazioni in materia di istruzione e formazione  professionale», si veda nelle note alle premesse.  - Per il testo del decreto legislativo 19 febbraio 2004,  n. 59, recante: «Definizione delle norme generali relative  alla scuola dell'infanzia e al primo ciclo dell'istruzione,  a norma dell'art. 1 della legge 28 marzo 2003, n. 53.»,  vedere le note alle premesse.  - Il decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226,  recante: «Norme generali e livelli essenziali delle  prestazioni relativi al secondo ciclo del sistema educativo  di istruzione e formazione, a norma dell'art. 2 della legge  28 marzo 2003, n. 53.» e' stato pubblicato nella Gazzetta  Ufficiale 4 novembre 2005, n. 257, supplemento ordinario.  - Per il testo del decreto-legge 7 settembre 2007, n.  147, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 ottobre  2007, n. 176, recante: «Disposizioni urgenti per assicurare  l'ordinato avvio dell'anno scolastico 2007-2008 ed in  materia di concorsi per ricercatori universitari» si veda  nelle note alle premesse.  - Per il testo del decreto del Ministro della pubblica  istruzione 31 luglio 2007, recante: «Indicazioni per la  scuola dell'infanzia e del primo ciclo di istruzione.  Indicazioni per il curricolo.», si veda nelle note alle  premesse.  - Si riporta il testo dell'art. 17, comma 3, della legge  23 agosto 1988, n. 400 (Disciplina dell'attivita' di  Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei  Ministri):  «3. Con decreto ministeriale possono essere adottati  regolamenti nelle materie di competenza del Ministro o di  autorita' sottordinate al Ministro, quando la legge  espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per  materie di competenza di piu' Ministri, possono essere  adottati con decreti interministeriali, ferma restando la  necessita' di apposita autorizzazione da parte della legge.  I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono  dettare norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati  dal Governo. Essi debbono essere comunicati al Presidente  del Consiglio dei Ministri prima della loro emanazione.».